Catania riscopre i suoi segreti: il Criptoportico di Villa Bellini apre anche nel fine settimana

Il Criptoportico di Villa Bellini è uno dei luoghi più suggestivi e, al tempo stesso, meno conosciuti di Catania. Per quasi due secoli è rimasto nascosto agli occhi del pubblico, scivolando in un lungo periodo di abbandono e venendo persino utilizzato come deposito o per ospitare impianti tecnici. Di recente, però, questo straordinario spazio storico e architettonico è stato finalmente recuperato e restituito alla città, riscuotendo fin da subito un grandissimo successo di pubblico.
Proprio questa straordinaria risposta da parte dei cittadini e dei turisti ha spinto l'Amministrazione comunale ad ampliare le possibilità di visita. A partire da ottobre, infatti, il Criptoportico aprirà gratuitamente ogni fine settimana, sia il sabato che la domenica, dalle 9:00 alle 13:00. Si tratta di un'opportunità in più per scoprire un tesoro nascosto all'interno del giardino pubblico più grande della città, passeggiando in gruppi di massimo 15 persone. Ad accogliere e assistere i visitatori ci saranno la Direzione Cultura del Comune, insieme ai volontari OPES del Servizio Civile Universale e agli studenti delle scuole superiori impegnati nei progetti di alternanza scuola-lavoro.
Il sindaco Enrico Trantino ha sottolineato come la scelta di includere il sabato risponda a un forte desiderio di riscoperta da parte della comunità, riallacciando il legame tra Catania e la sua memoria storica. L'obiettivo a lungo termine è ancora più ambizioso: inserire il Criptoportico all'interno di una rete museale cittadina in via di definizione, valutando anche forme di cogestione con i privati per rendere le visite sempre più stabili, strutturate e valorizzate.
Ma che cos'è esattamente il Criptoportico e qual è la sua storia? Le sue radici affondano nel Settecento, quando il principe Ignazio Paternò Castello volle realizzare una serie di gallerie ipogee con volte a botte, concepite come un percorso sotterraneo ad anello in corrispondenza dell'antico Laberinto del giardino.
Attraverso nicchie, lucernai e affacci, lo spazio verde esterno dialogava costantemente con quello sotterraneo, seguendo le suggestioni filosofiche e il gusto dell'epoca. Dopo l'ampliamento nell'Ottocento e il successivo degrado, la rinascita è diventata realtà grazie a un progetto di restauro finanziato con i fondi del PNRR e curato dalla Direzione comunale Politiche per l’Ambiente. I lavori hanno compreso la ripulitura degli ambienti, il recupero delle superfici, una nuova pavimentazione e un impianto di illuminazione studiato per esaltare le architetture, riconsegnando stabilmente alla comunità un pezzo fondamentale dell'identità catanese.